NUOVI STUDI SULL’AGRICOLTURA SPAZIALE

di Nunzia Piccolo

 

Un’audace prospettiva emerge da uno studio recentemente pubblicato su Plos One, curato da un team di esperti dell’Università di Wageningen nei Paesi Bassi, rinomato per la sua autorità nel campo delle scienze agrarie.

L’obiettivo? Creare un’alternativa sostenibile per il nutrimento dei futuri coloni marziani, evitando il dispendioso trasporto di viveri dalla Terra a Marte. L’approccio innovativo si basa sulla trasformazione del suolo marziano in terreno agricolo, aprendo la strada alla produzione locale di alimenti freschi e nutrienti. Questo studio si è concentrato su una tecnica agricola rivoluzionaria: la “consociazione”. Questa pratica prevede la coltivazione di diverse specie vegetali sullo stesso terreno, sfruttando le sinergie tra di esse per ottimizzare l’uso di acqua e sostanze nutritive. Il team di ricerca ha esplorato questa metodologia attraverso esperimenti di laboratorio, utilizzando un simulante di regolite marziana chiamato Mms-1 Mars Regolith Simulant, sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA. 

Le verdure scelte per l’esperimento sono state pomodori, carote e piselli, considerate dalla NASA come potenziali colture per ambienti spaziali. Durante l’esperimento, è stato osservato che i pomodori coltivati in consociazione con i piselli hanno dimostrato una crescita più vigorosa e una produzione doppia rispetto a quelli coltivati singolarmente. Al contrario, carote e piselli non hanno evidenziato significativi benefici dalla consociazione, mantenendo rese simili a quelle ottenute in coltivazioni singole. Questi risultati pionieristici gettano le basi per un’agricoltura spaziale efficiente e sostenibile su Marte, promuovendo la coltivazione di verdure direttamente sulla superficie del Pianeta Rosso per fornire cibo nutriente ai futuri coloni. Questo approccio non solo riduce la dipendenza da rifornimenti terrestri costosi, ma potenzialmente contribuisce alla creazione di un ambiente agricolo autosufficiente su Marte. Con ulteriori ricerche e sperimentazioni, potremmo assistere alla realizzazione di una vera e propria “cucina marziana”, alimentata da prodotti agricoli locali e sostenuta dalle innovazioni scientifiche dell’agricoltura spaziale.