PENSIERO: TI SCRIVO, COSÌ NON MI DISTRUGGI

di Andrea Lepone

 

La scrittura può avere valore terapeutico? Questo è indubbio, si dice da tanti anni e si sperimenta nelle più svariate forme, anche grazie a figure terapeutiche che consigliano di tenere un diario per sfogare i propri pensieri e le preoccupazioni.

La psicoterapeuta Susan Nolen-Hoeksema, professoressa che ha concentrato i suoi studi sulla depressione, crede che scrivere possa servire per combattere un’attività malsana che tanto danneggia chi la pratica: la ruminazione, uno stile di pensiero disfunzionale che innesca una spirale di emozioni negative fino a portare, alcune volte, a idee o peggio scelte anche autodistruttive. È una pratica portata avanti specialmente dalle donne, parte dalla tristezza che la amplifica a dismisura. Questo accade quando un’iniziale emozione negativa non viene gestita, ma lasciata libera di distruggere l’autocontrollo e la serenità. Secondo Susan Nolen-Hoeksema, autrice di Donne che pensano troppo, è utile circoscrivere i pensieri su un foglio di carta (o su un file). Scrivere, infatti, “può dare una sensazione di controllo”. 

Si ha l’impressione di dominare finalmente i pensieri, e non di farsi dominare da loro, come avviene nella ruminazione. È una specie di purificazione.  Alcuni pensieri, una volta scritti, possono sembrare addirittura ridicoli, e questo fa bene perché aiuta il soggetto a liberarsi dei pensieri che vengono dal rimuginio. Lasciandoli poi decantare per un po’, si ha modo di distinguere i pensieri ridicoli o irrazionali da quelli che offrono soluzioni. Un ricercatore dell’università del Texas, Pennebaker, ha scoperto che scrivere i propri pensieri e le proprie emozioni aiuta sia la salute mentale che quella fisica, se si intraprende un percorso di risoluzione dei problemi. Insomma, non basta sfogarsi su carta e dopo ritornare a rimuginare: bisogna distinguere “i pensieri negativi dai problemi concreti per poi affrontare in maniera positiva solo questi ultimi”. Come consiglio finale, nel paragrafo di Donne che pensano troppo dedicato alla scrittura, Susan Nolen-Hoeksema dice che la cosa migliore è buttare giù tutti quei pensieri di tristezza e di rabbia che ci fanno rimuginare e poi tornarci su solo dopo avere pensato a qualcos’altro, in modo che li potremo considerare con maggiore chiarezza e lucidità.