I PERSONAGGI DEI ROMANZI, QUESTI SCONOSCIUTI

di Andrea Lepone

 

Spunti narrativi a cura della Dott.ssa Ornella Spagnulo.

Creare dei personaggi efficaci è la base di qualsiasi romanzo. La psicologia può essere d’aiuto ma soprattutto può essere d’aiuto la veridicità dei personaggi. Ispirarsi alla realtà è probabilmente la scelta più facile, a costo di dover cambiare nomi e cognomi e con la possibilità sempre in agguato di fare torto a qualcuno. È risaputo infatti che lo scrittore si può vendicare tra le sue pagine di persone che gli hanno fatto qualche sgarbo, o che nel romanzo l’autore possa realizzare avvenimenti che nella realtà, purtroppo, non sono successi (anche se lui avrebbe voluto). Ci si ispira sempre alla realtà, o almeno credo che sia l’opzione più facile per lo scrittore alle prime armi. È importante, inoltre, che ogni personaggio abbia le sue sfaccettature, che non sia un blocco di marmo tutto uguale da ogni angolo, ma che, se cattivo, presenti tracce di bontà, se buono, presenti tracce di cattiveria e via dicendo. La strategia migliore per creare dei personaggi validi è osservare bene il mondo e soprattutto le persone. 

Solo chi osserva gli altri e se stesso può scrivere bene. C’è chi si avvale di schemi, dipende dal tipo di approccio che ha con il proprio testo. Certo, è utile appuntarsi qualcosa nel caso di romanzi lunghi scritti in un tempo dilazionato. Ma credo anche che la regola numero uno sia la spontaneità. Altra cosa importante è fare interagire i personaggi tra loro in modo tale da suscitare l’interesse nel lettore. Evitare – questo sempre – la banalità. Magari farli litigare e farli cambiare dopo una discussione. Il personaggio di un romanzo è uno specchio di un possibile essere umano. Trattatelo con passione e con rispetto, lasciate che vi parli, rendetegli onore con le vostre pennellate e conquisterà i lettori.