LE PIATTAFORME ELEARNING E IL FUTURO DELLA DIDATTICA EUROPEA: PREVISIONI E SVILUPPI

di Andrea Lepone

 

L’avvento di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale e il cloud computing, sta contribuendo, come è noto, all’espansione dell’eLearning, che sarebbe cresciuto, in pochi anni, del 900%, complice la pandemia da Coronavirus del 2020-2021.

Entro il 2026, inoltre, si prevede una crescita dell’11% dell’uso dell’aula virtuale, cioè la modalità, ormai sperimentata, della didattica sincrona e collaborativa che consente la partecipazione attiva degli studenti, creando un ambiente simile ad una classe fisica. Per gli esperti, dunque, il mercato europeo dell’eLearning è destinato a crescere di 24,23 miliardi di dollari nel medio termine, mentre nell’anno appena trascorso, il 2023, il 30% degli utenti Internet dell’UE di età compresa tra 16 e 74 anni ha dichiarato di aver seguito un corso online o di aver utilizzato materiale didattico online nei tre mesi precedenti l’indagine. 

Si tratta di un aumento di 2 punti percentuali rispetto al 2022 (28%). L’Olanda, fra tutti i membri UE, avrebbe la percentuale più alta (54%) di utenti Internet che frequentano un corso o che utilizzano materiale didattico online, seguono Finlandia (53%), Svezia (48%), Spagna (47%) ed Estonia (45%). All’estremità opposta della scala, seguire corsi o utilizzare materiale didattico online non risulta molto comune in Romania (10%), a Cipro (16%), in Bulgaria e in Grecia (entrambi 17%), nonché in Polonia (18%). In generale, la partecipazione all’istruzione online nel 2023 è aumentata rispetto al 2022. La percentuale di persone che frequentano corsi o utilizzano materiale didattico online è aumentata nella maggior parte dei Paesi dell’UE, con l’aumento maggiore registrato in Olanda (+12%), in Svezia (+7%), a Malta, in Estonia e in Croazia (tutti e tre +5%). Diminuzioni sono state osservate in Grecia (-12%), a Cipro (-5%), in Austria e in Slovenia (entrambi -2%).